L'EDITORIALE

Italo Calvino apre le Lezioni americane con la leggerezza. Non sceglie un valore decorativo. Sceglie un metodo. Togliere peso alle figure, al linguaggio, alla struttura del racconto è un gesto di sottrazione consapevole. Perseo vola perché distoglie lo sguardo da Medusa. La sua forza coincide con un’assenza calcolata.
Quasi quarant’anni dopo, ci troviamo a interrogare una sottrazione di natura differente. Eseguita su chi lavora, raramente progettata da chi lavora. In questo numero WINGS affronta una soglia. Il titolo inglese lo dichiara senza mediazioni, Designing our absence. La sottrazione che il numero racconta è quella dell’umano che si ritira dai processi, talvolta per scelta più spesso per delega silenziosa.
Alejandro Morales dialoga con Roberto Bonzio. Il vuoto si apre quando il sapere tacito di un’organizzazione viene sottratto insieme alle persone che lo custodivano. Lorenzo Valtieri incontra Alessandro Muzzarelli sulla rete MAD051. La materioteca resiste alla logica del render istantaneo. Joon-ho Kim intervista Claudia Zarabara e Giovanni Re. Le PMI italiane oscillano tra adozione affrettata e intelligenza aziendale da costruire. Catherine Marshall incrocia Lorenzo Cappannari sul ruolo del boundary rider. Elena Bianchi Vitti restituisce il libro Jobless di Marco Cordioli. La tesi è radicale. La minaccia ha cambiato forma; non si chiama più sostituzione ma assorbimento. Il lavoratore continua a produrre e a ricevere riconoscimento. La sua firma si dissolve.
I miei tre articoli del numero attraversano la stessa tensione da angolazioni diverse. Le parole di Davide Dattoli sulla vulnerabilità condivisa come fondamento della comunità che dura. Il dialogo con Marc Sadler e Mattia Bedin, condotto da Marshall, sul progetto che sceglie di non lasciare traccia sul suolo. Le riflessioni di Elena Murelli, che ribalta l’accelerazione in coraggio di rallentare.
Le composizioni di Aika Tanaka, le sculture di Aristide Dracontis e gli sguardi di Margaux Delacroix e Omar Al-Hakim completano il numero con una grammatica visiva e sonora.
Come direttrice di WINGS, ritengo che il titolo descriva una scelta di metodo. Esiste l’assenza che è padronanza, quella di Calvino quando toglie peso, quella di Sadler quando rinuncia alla firma. Esiste l’assenza che è cancellazione, quella che si insinua nei processi senza dichiarazione e rende facoltativo l’autore fino a renderlo superfluo.
Cordioli, intervistato in queste pagine, circoscrive la scelta con precisione. «Progettare l’assenza significa riconoscere che l’assenza è già in atto e decidere chi la disegna. Il sistema o le persone.»

IL SOMMARIO

  • Scegliere la sottrazione” di Astrid Solberg
  • Il vuoto come nuovo orizzonte” di Alejandro Morales articolo tratto dall’intervista a Roberto Bonzio
  •  “Lentezza responsabile” di Lorenzo Valtieri articolo tratto dall’intervista a Alessandro Muzzarell
  • Chi guida davvero la trasformazione?” di Joon-ho Kim articolo tratto dall’intervista a Claudia Zarabara
  • Il lavoro invisibile” di Astrid Solberg articolo tratto dall’intervista a Davide Dattoli
  • L’autore che si ritrae” di Elena Bianchi Vitti articolo tratto dall’intervista a Marco Cordioli
  • Progettare senza lasciare traccia” di Astrid Solberg articolo tratto dall’intervista a Sadler e Bedin per Dal Pozzo Group
  • Quando rallentare diventa un atto rivoluzionario” di Astrid Solberg articolo tratto dall’intervista a Elena Murelli
  • Dal «wow» al valore” di Joon-ho Kim articolo tratto dall’intervista a Giovanni Re
  • Il design nell’era dell’AI generativa” di  Catherine Marshall articolo tratto dall’intervista a Lorenzo Cappannari
  • Anatom(IA) di un’intervista” di Astrid Solberg articolo tratto dall’intervista a Maddalena Carraro

L'EDITORIALE

Nel mito di Prometeo, il titano donò il fuoco agli uomini sfidando gli dèi. Oggi, di fronte all’intelligenza artificiale, ci troviamo in una situazione simile: uno strumento potente che può illuminare il cammino o bruciare ciò che abbiamo costruito.

In questo numero, WINGS esplora il concetto di fiducia nell’era dell’AI, analizzando come questa tecnologia stia trasformando non solo i nostri strumenti, ma anche le relazioni umane e istituzionali. L’AI, con la sua opacità algoritmica e pervasività, porta la richiesta di fiducia a livelli senza precedenti.

Catherine Marshall esplora i legami tra automazione e cambiamento sociale, evidenziando come l’AI ci fornisca mezzi straordinari per rimodellare il contesto lavorativo. Nadezhda Pavlova rivela i meccanismi interni dell’AI, allertandoci sui pericoli dell’eccessiva dipendenza dai sistemi automatici. Giulio Dal Lin e Joon-ho Kim indagano i moderni orizzonti imprenditoriali, bilanciando entusiasmo tecnologico e necessità di creare reti di credibilità.

Il numero si arricchisce dei contributi artistici di Margaux Delacroix e Omar Al-Hakim, in dialogo con le composizioni di Aika Tanaka e le sculture di Aristide Dracontis.

Come direttrice di WINGS, il mio obiettivo è promuovere un dibattito informato sulle implicazioni dell’AI. La “fiducia” del titolo non è un invito all’accettazione passiva, ma una provocazione a riconsiderare criticamente il nostro rapporto con la tecnologia. Che questo numero stimoli riflessioni profonde su una pratica umana che richiede cura, attenzione e continua revisione critica.

SOMMARIO

  • La sfida più straordinaria? Tornare all’essenziale” di Astrid Solberg
  • Una visione di lungo termine per guidare l’innovazione” di Catherine Marshall
  • E se per un po’ fosse utile derogare alle regole?” di Joon-ho Kim
  • L’impatto dell’AI sulla formazione e la necessità di una leadership diffusa” di Lorenzo Valtieri
  • Il marketing digitale tra influenza del brand e passività dei consumatori” di Nadezhda Pavlova
  • Giornalisti allo specchio. La tecnologia e il futuro dell’informazione“. Articolo tratto dall’intervista di Roberto Bonzio a Catherine Marshall 
  • Giornalisti allo specchio. Il giornalismo nell’era dell’informazione“. Articolo tratto dall’intervista di Catherine Marshall a Roberto Bonzio
  • La frontiera incerta dei Boundary Rider” di Alejandro Morales
La copertina del Magazine numero 1 di Wings

L'EDITORIALE

Bertrand Russell, già un secolo fa, proponeva l’idea che lavorare meno potesse rendere la società più felice e produttiva. Oggi, con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, quella visione si carica di nuove sfumature. In questo numero di WINGS esploriamo la “pigrizia assistita”: un viaggio tra opportunità e dilemmi etici, dove l’AI non automatizza solo il lavoro fisico, ma anche quello cognitivo.

Catherine Marshall descrive come l’automazione stia trasformando il mercato del lavoro mondiale, mentre Nadezhda Pavlova avverte sui pericoli di un’eccessiva fiducia nella tecnologia. Joon-ho Kim offre uno sguardo dinamico sulle startup e sull’innovazione, bilanciando entusiasmo e consapevolezza dei rischi etici.

Alejandro Morales ci invita a ripensare la distribuzione della ricchezza in un sistema che si affida sempre di più all’AI, mentre Lorenzo Valtieri riflette sul valore dell’espressione umana in un panorama artistico popolato da creazioni sintetiche.

Non troverete risposte definitive, ma piuttosto spunti di riflessione per comprendere un futuro in cui la “pigrizia” può diventare un’occasione per riscoprire pensiero profondo e autenticità.

Come direttrice di WINGS, spero che questo spazio di dibattito sia un invito a interrogarsi su come la tecnologia possa offrirci non solo maggiore efficienza, ma anche l’opportunità di ripensare il senso del nostro tempo libero. Buona lettura!

SOMMARIO

  • Verso un’economia esponenziale?” di Catherine Marshall
  • Il lato oscuro del lavoro” di Nadezhda Pavlova
  • Efficienti o pigri?” di Joon-ho Kim
  • Un futuro di pigrizia intellettuale” di Alejandro Morales
  • Un’arte troppo comoda?” di Lorenzo Valtieri
  • L’elogio dell’inerzia” di Eleonora Bianchi-Vitti
  • La società del TL;DR” di Joon-ho Kim
Il primo test di Wings

L'EDITORIALE

Il recente crollo di FTX e la condanna di Sam Bankman-Fried a 25 anni di carcere sono un monito severo per il mondo degli affari. Una delle piattaforme di scambio di criptovalute più promettenti si è sgretolata sotto il peso della frode e della cattiva gestione, esponendo come l’avidità possa distruggere anche le iniziative più brillanti. Bankman-Fried, che era acclamato come un giovane prodigio, ha usato i fondi dei clienti per arricchirsi personalmente, minando la fiducia che era alla base del successo di FTX.

La vicenda mette in luce un tema critico: quando la ricerca del profitto diventa un’ossessione criminale, il valore creato per i clienti e la sostenibilità dell’impresa vengono sacrificati. Questo non solo distrugge le aziende, ma anche la fiducia del pubblico in interi settori emergenti, come quello delle criptovalute.

Al contrario, la storia dell’innovazione nella Silicon Valley ci offre un modello differente. Il leggendario “garage” di Hewlett-Packard rappresenta l’inizio di un percorso fatto di visione, etica e dedizione alla creazione di valore reale. Le imprese di successo non si basano solo sul profitto immediato, ma sull’abilità di rispondere ai bisogni dei clienti e di mantenere la fiducia a lungo termine.

Questo numero di Wings esplora come evitare le trappole della cupidigia. Nelle nostre rubriche troverete approfondimenti sulla cultura dell’innovazione e su come le aziende possano costruire modelli di business creativi e sostenibili.

Mentre riflettiamo sull’eredità di FTX, ricordiamoci che il vero successo non si misura solo in termini finanziari, ma nel valore che un’azienda riesce a generare e mantenere per i suoi clienti e la società.

SOMMARIO

  • Non provarci ancora, Sam!
  • Il garage di HP
  • Vendite in flessione
  • l cruciverba di Sam
  • L’oroscopo degli angeli
  • Trova le differenze
  • Dietro le quinte

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